10° CONVEGNO NAZIONALE di RECOSOL
La RETE DEI COMUNI SOLIDALI
08, 09 e 10 giugno 2012
a Carmagnola (TO)

Per celebrare i 10 anni di attività la Rete dei Comuni Solidali organizza il convegno nazionale sui temi della cooperazione decentrata e sugli obiettivi della Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, all’insegna della sobrietà, del coinvolgimento dei cittadini, delle scuole e nell’auspicio di una imminente liberazione di Rossella Urru.
Nel programma anche mostre fotografiche e due spettacoli musicali ‘a pedali’, con alimentazione audio e luci generata da volontari che pedalano su biciclette collegate a dinamo
L’8, 9 e 10 giugno 2012 si svolge a Carmagnola (TO) il decimo convegno nazionale di Re.Co.Sol. - Rete dei Comuni Solidali, associazione che attualmente riunisce 279 tra Comuni, Comunità Montane e Province d’Italia e che promuove la cooperazione decentrata con progetti per la pace e la solidarietà internazionale facendo leva sulla sensibilizzazione degli amministratori locali di piccoli e grandi enti.

I progetti vengono esposti ogni anno in occasione del Convegno Annuale organizzato presso un ente aderente. Per celebrare i 10 anni di attività è stato scelto il Comune di Carmagnola, che da sempre ospita la sede legale dell’associazione, ed i lavori vengono dedicati a Rossella Urru - capo progetto del CISP, originaria del comune di Samugheo (OR) e rapita il 22 ottobre nei campi profughi del Saharawi - nella speranza che la sua liberazione avvenga presto.
Durante il convegno si discuterà sull'importanza della cooperazione e del modello ideato da Re.Co.Sol., verranno messe a confronto molte realtà che da anni collaborano in diversi Paesi e 6 gruppi di lavoro analizzeranno iniziative passate e future in relazione alla Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, il patto globale di impegno congiunto tra paesi ricchi e paesi poveri firmato da 189 nazioni nel settembre del 2000 dal quale sono scaturiti 8 obiettivi - i Millennium Development Goals – finalizzati a costruire un mondo più sicuro, più prospero e più equo per tutti entro il 2015.
Il Convegno è aperto a tutti gli interessati e si svolge, con la presenza di diverse autorità, in diversi luoghi del comune di Carmagnola: salone polivalente Antichi Bastioni, Palazzo Lomellini, Biblioteca Civica, Sala Giunta e Sala Consiliare del Municipio. Un’importante occasione per un confronto costruttivo tra cittadini e amministratori interessati a questi temi e per conoscere meglio le attività di questa Rete nata dieci anni fa sulla convinzione che l’unione tra piccoli enti possa realizzare grandi progetti; ne è un esempio il comune di Sambuco (CN), uno dei primi comuni ad aderire alla Rete che con i suoi 87 abitanti ogni anno da un contributo importante per un progetto in Niger.
In relazione alla pesante crisi economica, sociale e politica che stiamo vivendo l’incontro è stato organizzato all’insegna della sobrietà e con il massimo coinvolgimento del territorio: gli amministratori vengono ospitati da famiglie, i pasti vengono preparati in collaborazione con l'Associazione Alpini di Carmagnola e le mostre sono organizzate in collaborazione con varie associazioni locali. Chiedendo agli abitanti di aprire le proprie case per ospitare i protagonisti del convegno, l’amministrazione comunale risparmia denaro e al contempo rende partecipi i cittadini. Il percorso di avvicinamento al convegno coinvolge anche le scuole della città e al mattino dell'8 giugno si svolgerà la festa conclusiva del laboratorio al quale partecipano oltre 1000 bambini e ragazzi di scuole materne, elementari e medie in un percorso di conoscenza suoi progetti di cooperazione in Africa, est Europa e America Latina.
Per l’occasione ci saranno anche alcuni eventi collaterali come la mostra fotografica “Artisti stranieri e italiani per i 10 anni di cooperazione e solidarietà” che verrà inaugurata venerdì 8 giugno alle ore 19.00 a Palazzo Lomellini dall’artista uruguaiano Coco Cano, uno tra i fondatori di Re.Co.Sol., e due ‘spettacoli musicali a pedali’ con amplificazione audio e luci prodotta da volontari che pedalano su biciclette collegate a generatori di energia: “Un nuovo mondo è possibile” di e con Luca Bassanese e Domenico Finiguerra e “L’altro viaggio di Ulisse” a cura della compagnia ‘Complesso di Colpa’ e del cantautore lampedusano Giacomo Sferlazzo che si svolgeranno rispettivamente l’8 e il 9 giugno dalle ore 21:30 in piazza Sant’Agostino. È possibile iscriversi come ‘ciclisti volontari’ scaricando l'apposito modulo che si trova in www.comunisolidali.org
Per chi ancora deve presentare la propria dichiarazione dei redditi, verrà anche ricordato che è possibile versare la quota del 5x1000 dell’imposta sul reddito delle persone fisiche alla Rete dei Comuni Solidali apponendo la firma in uno dei appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione e indicando il codice fiscale 95003490828.
Il convegno si aprirà l’8 giugno alle ore 15.00 nel salone Antichi Bastioni; dopo i saluti del sindaco di Carmagnola Silvia Testa e di esponenti della Regione Piemonte e della Provincia di Torino l’incontro affronterà il tema “Re.Co.Sol. un modello di cooperazione decentrata” con interventi , tra gli altri, del sindaco di Niamey (Niger) Dogari Moumouni Oumarou, del sindaco di Kassarò (Mali) Yacouba Diakite, dell’ambasciatore di Capo Verde Josè Eduardo Barbosa e di Don Giacomo Panizza prete da anni impegnato a Lamezia Terme nella comunità Progetto Sud, più volte minacciato dalla 'ndrangheta con bombe fatte esplodere nei pressi della sua comunità, uno dei simboli più forti della Calabria che vuol cambiare e che è stato infatti invitato da Fabio Fazio e Roberto Saviano lo scorso anno alla trasmissione "Vieni via con me".
La mattina del 9 giugno vedrà i partecipanti divisi in 6 gruppi di lavoro per analizzare progetti futuri in relazione agli 8 obiettivi della Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite:
sradicare la povertà estrema e la fame, rendere universale l'istruzione primaria, promuovere la parità dei sessi e l'autonomia delle donne, ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute materna, combattere l'HIV/AIDS ed altre malattie, garantire la sostenibilità ambientale e sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo.
Dopo il pranzo, alle ore 14:30 nel Salone Antichi Bastioni si svolgerà “Buone pratiche al femminile: incontro fra amministratrici” con la partecipazione diverse amministratrici comunali e alle 16:30 si svolgerà il report finale dei vari gruppi di lavoro.
Domenica 10 giugno dalle ore 10,00 si svolgerà una visita guidata della Città di Carmagnola; il Centro Storico sarà allestito con mostre fotografiche in collaborazione con le associazioni COP, Coi, Col’or, Crescere Insieme, Triciclo, Cisv, Nida e con le scuole carmagnolesi.
INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
Rete dei Comuni Solidali – tel. 0122 48934 e 011 9724236
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La RETE DEI COMUNI SOLIDALI - Comuni della Terra per il Mondo
L'Associazione Re.Co.Sol. Rete dei Comuni Solidali è stata fondata presso il comune di Pinerolo (TO) il 14 novembre del 2003 con i primi cento Comuni aderenti. Attualmente l’adesione si è attestato su 279 tra Comuni, Comunità Montane e Province che hanno aderito da tutta Italia. L’elenco completo si trova in www.comunisolidali.org.
La sede legale della Rete dei Comuni Solidali è presso il comune di Carmagnola (TO). L’organo direttivo è composto da un legale rappresentante, da quattro coordinatori e dai revisori dei conti.
Re.Co.Sol. è stata fondata per promuovere cooperazione decentrata nei Paesi in via di sviluppo. Negli interventi di cooperazione i Comuni Re.Co.Sol. favoriscono di norma i rapporti diretti fra le proprie amministrazioni e quelle dei partner locali. In genere i progetti sono gestiti senza una presenza continuativa di personale italiano, ma utilizzando e stimolando competenze locali supportate a distanza e sostenute economicamente per gli interventi necessari. Progetti di solidarietà Internazionale, piccoli, concreti e di facile attuazione. Tutti i progetti vengono gestiti e decisi dalla popolazione dei villaggi con un coinvolgimento diretto.
Occuparsi di cooperazione decentrata presuppone, per lo spirito con il quale lavora la Rete, modificare abitudini e ripensare al nostro modello di sviluppo consapevoli di appartenere a quella parte del mondo che consuma l'80% delle risorse. Cooperazione decentrata e progetti ma anche attenzione ai nostri consumi e ai rifiuti. Avere chiaro nelle azioni il concetto di "restituzione" e non di mera pietà verso i Paesi del cosiddetto Terzo Mondo. L'adesione alla Rete è un modo per attivare lo scambio tra culture diverse e una possibilità concreta di aiutare le prossime generazioni a vivere in un mondo con meno differenze sociali ed economiche. I progetti di Re.Co.Sol. coinvolgono anche le comunità di immigrati presenti nei vari comuni italiani. Tutto questo e mille altre cose ancora da una associazione oggi in costante crescita.
Fra i molti progetti di cooperazione decentrata, negli ultimi anni si è un’importante collaborazione con altre reti di enti locali impegnate su temi di pace, solidarietà, ambiente, diritti civili e immigrazione, come le associaizoni Comuni Virtuosi e Avviso Pubblico. Fare rete facilita scambi, conoscenza di progetti, di ‘buone pratiche’ e promuove cultura.
I Comuni che hanno aderito alla Rete sono politicamente trasversali e puntano su obiettivi concreti e con la massima trasparenza, a testimonianza che a crescere è la sensibilità di molti amministratori locali convinti che sia necessario liberare i Comuni dalla ormai vecchia concezione di luoghi adatti a svolgere semplicemente l’ordinaria amministrazione, burocratica e fredda.
Re.co.Sol. a co-fondato il RiaceInFestival www.riaceinfestival.it, il LampedusaInFestival www.lampedusainfestival.com e la Rete del Caffè Sospeso www.retedelcaffesospeso.com
Re.Co.Sol. collabora attivamente con il Ministero Affari Esteri, con l’Anci, con lo OIM Origanizzazione Internazionale per le Migrazioni, con lo Spar, Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione, con la Caritas, con l’Associazione Anthropos di Polizzi Generosa (Sicilia)
comunicato stampa pubblicato da Wi-Mee su autorizzazione Ufficio Stampa Re.co.sol
Capezzano Pianore (Lu), 25-27 maggio 2012
45° “Rassegna della fragola, dei fiori e dei prodotti della nostra terra”
A VILLA LE PIANORE SUA MAESTA’ LA FRAGOLA,
DEMETRA TUTTA DA…PROVARE

Torna dal 25 al 27 maggio, a Villa Le Pianore, la “Rassegna della fragola, dei fiori e dei prodotti della nostra terra” promossa dal Comune di Camaiore.
Dall’arte del bonsai agli erbi, dalle rose da giardino alle tecniche per allevare le galline: a Demetra ci si sporca le mani.
In vetrina fiori, piante, ortaggi, prodotti tipici tra eventi espositivi, gallerie del gusto,mercati della filiera corta e talk show.
Ingresso Libero.

Demetra tutta da…vivere e da provare. Non solo più e soltanto fiori e prodotti tipici da ammirare, bellissimi stand da mangiare con gli occhi, Demetra mette al centro il visitatore: sarà lui il grande protagonista dell’edizione 2012. Al fianco dell’Expo, la più grande ed importante della Toscana dedicata a Sua Maestà la Fragola, una miriade di laboratori didattici a cielo aperto dove imparare, scoprire e “sporcarsi” (finalmente) le mani. A Demetra sarà possibile per esempio vivere l’esperienzastraordinaria dell’arte del bonsai, oppure conoscere tutte le tecniche per realizzare composizioni floreali, o ancora, creare collage floreali, coltivare le rose in giardino, andar per erbi con tanto di passeggiata guidata all’interno del Parco fino alle tecniche per allevare le galline. Non manca nemmeno la cucina con tantissimericette ed i prodotti naturali, fai da te, della cosmesi naturale.
Torna, puntuale come ogni anno, da venerdì 25 a domenica 27 maggio, a Villa Le Pianore a Capezzano, la “Rassegna della fragola, deifiori e dei prodotti della nostra terra” promossa dal Comune di Camaiore con il contributo della Banca del Credito Cooperativo della Versilia, la famosa fragola di Capezzano(orario di apertura dalle 9 alle 21. Ingresso Gratuito. Info Tel. 0584-986204/329 2304835. Email: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ).
In vetrina, per tre giorni, fedele alla tradizione e al suo format consolidato, tutto il patrimonio orto florovivaistico, enogastronomico ed agricolo della Versilia presente, in prima fila, con oltre 200 imprese. Lo sfondo, sul quale si muovono le straordinarie esperienze imprenditoriali, è lo splendido giardino e gli angoli più intimi di Villa Le Pianore dove la Duchessa Maria Teresa di Savoia amava – si racconta - passeggiare indisturbata in contemplazione. Un luogo magico, sospeso tra storia, poesia, natura dove ancora oggi si possono scovare preziose rose naturali, uve medicee e varietà di ortensie rare come diamanti.
Insieme alla Demetra delle esperienze, non mancherà la Demetra da assaggiare, contemplare ed ammirare con l’esposizione artistica di fiori ed ortaggi ospitate all’interno del Pala Fiori e del Pala Demetra che caratterizza da sempre la Rassegna camaiorese. Confermati, al fianco degli eventi espositivi, i mercati della filiera corta per fare acquisti sani, stagionali e di qualità direttamente dal campo alla tavola, la galleria del gusto ospitata nelle segrete di Villa Le Pianore organizzata in collaborazione con il Consorzio della Strada del Vino e dell’Olio di Lucca Montecarlo Versilia, ed i tanti, tantissimi eventi collaterali che rendono Demetra un grande contenitore dell’intrattenimento originale: dalla fattoria per i bambini alla mostra canina accompagnata dalla dimostrazione di agility dog, dall’esposizione di galline a cura dell’esperto Massimo Anelli alle mostre di ricami e merletti nei saloni delle Villa fino agli ormai celeberrimi talk show condotti da Fabrizio Diolaiuti con esperti ospiti.
A Demetra, questo è certo, è bandita la noia. L’ingresso? Gratuito.
Per informazioni Ufficio Turismo Comune di Camaiore
Apertura: Venerdì ore 17
Sabato e Domenica ore 9
Chiusura: ore 21
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Tel: 0584.986204
Fax: 0584.986297
Segreteria: 329-23 04 835
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 14,30 alle 17,30
Comunicato stampa pubblicato da Wi-Mee su autorizzazione Ufficio Stampa Redazione Virtuale
Titolo evento La Notte dei Musei 2012
Data evento 19 maggio 2012
Luogo evento Tutta Italia
Descrizione Aperture gratuite nelle aperture straordinarie serali e notturne (dalle ore 19.00 alle ore 02.00)
Programma eventi e musei italiani che aderiscono all'iniziativa
http://www.lanottedeimusei.it/?tag=torino
Contatti This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
Sito Web http://www.lanottedeimusei.it/

Novità editoriale Kurumuny
“CORIMONDO – LA STRINA, SUONI E CANTI DI CORIGLIANO D’OTRANTO”

Con Interventi di Luigi Chiriatti, Sergio Torsello, Michele Costa e Daniele Durante.
Il Cd “Corimondo – La Strina, suoni e canti di Corigliano d’Otranto” è promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS - PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV”.
Riallacciare e ricostruire i fili di una memoria spezzata e umiliata anche solo limitatamente ai canti, racconti, biografie: un compito arduo e difficile da portare a termine. I protagonisti e i depositari di questa memoria erano restii al ricordo.
La sola idea del ricordare modalità di vita, usi, costumi richiedeva un notevole sforzo di pazienza sia da parte loro che dei ricercatori.
Andare in giro per i paesi a “ricercare e cercare” coloro che ricordavano, i grandi ‘alberi’ di cultura e di canto, richiedeva pazienza, calma e amore profondo per la conoscenza della memoria orale e delle storie delle nostre comunità.
In questo contesto Corigliano d’Otranto non costituiva sicuramente un’eccezione.
Questo contributo, che ci riporta al periodo aureo dell’indagine sul campo e della documentazione dei repertori tradizionali, è anche un lavoro che rende omaggio alle persone vive, agli ultimi epigoni di una civiltà linguistica, ai custodi delle modalità performative, delle tecniche strumentali e vocali, della memoria sonora (e non solo) della comunità di appartenenza.
Persone che normalmente non assurgono a protagonisti della ricerca etnomusicologica, relegati spesso nel ruolo di informatori o in quello ancora più angusto di depositari delle “sacre tavole” della tradizione.
Anche da questo punto di vista Corimondo suggerisce diverse chiavi di lettura: la tradizione non è un’entità immutabile nel tempo e nello spazio e le culture tradizionali sono sottoposte agli influssi più diversi con cui devono confrontarsi in un’incessante attività di mediazione, rielaborazione, patteggiamento. Protagonisti di questo lavoro di lunga durata della memoria sono i musicisti tradizionali, in questo caso i fratelli Serra, Luigi Costa, Giovanni Avantaggiato, per citarne solo alcuni.
In tale contesto, allora, lo studioso diventa un’insostituibile figura di mediazione culturale perché – lo ribadiva qualche tempo fa Antonello Ricci – «registrare le musiche orali non è un’operazione qualunque. Realizzare dischi a partire da queste fonti sonore è una importante forma di mediazione sociale e culturale che consente di mettere le musiche e i musicisti delle comunità locali in un circuito di ampia circolazione. Consente cioè la conoscenza, la fruizione, il riuso del patrimonio etnico musicale».
Ma c’è di più: un disco di musiche tradizionali rappresenta per le comunità locali «una forma di rafforzamento identitario, di ratificazione culturale, di autorappresentazione». Chiriatti, insomma, ha il merito di aver fissato, a suo tempo, su un supporto durevole queste memorie immateriali, volatili, intangibili che ora vengono restituite alla comunità di appartenenza. Come un “mucchietto di gemme” preziose. Che condensano in pochi tratti essenziali l’identità culturale di un territorio. Un patrimonio incommensurabile, da custodire e valorizzare.
Il CD contiene un’antologia di 19 canti di cui 10 descrittivi, 4 balli, 3 canti di questua, 1 narrativo e 6 recitati raccolti in un’unica traccia.
Comunicato stampa pubblicato da Wi-Mee su autorizzazione S. Donno
Bücherboxx Yourself
http://www.inbak.de/index.php?article_id=24&clang=0
http://www.werkstatt-n.de/projekte/nachhaltige-juniorenfirma-buecherboxx
http://buecherboxx.wordpress.com/
http://www.flickr.com/photos/62674980@N07/6141237078/
Immagina di passeggiare per la città, a zonzo, con una strana voglia di perdersi in un libro e, così, per caso ti trovi davanti ad una cabina telefonica, confezionata come un’opera d’arte, che ti offre proprio quello di cui hai bisogno: un buon libro.
Sembra un racconto di fantasia per bambini invece, in Germania, è realtà, si chiamano Bücherboxx e sono vecchie cabine telefoniche recuperate attraverso un nuovo contesto comunicativo, dalle parole sussurrate a voce a quelle scritte.
Un progetto sostenibile a 360°, elaborato da LSK projecks Anfang 2010 in collaborazione con l' Institut für Nachhaltigkeit in Bildung, Arbeit und Kultur (circa Istituto per la Sostenibilità nel campo dell'istruzione, del lavoro e della cultura), guidato dal professor Konrad Kutt.
Ma facciamo ordine e partiamo dall’inizio, l’idea è molto semplice: riconvertire cabine telefoniche in disuso in punti di scambio e di lettura liberi, basandosi sul motto “Portare un libro, prendere un libro, leggere un libro” e sulla collaborazione attiva di tutta la comunità, dall’ideazione, alla realizzazione sino all’utilizzo della cabina/biblioteca.
Aziende, creativi, studenti, gente comune, tutti impegnati nella realizzazione di un nuovo concetto sostenibile di biblioteca per tutti e di tutti.
Un libro dovunque.
Biblioteche in ogni luogo, facili, accessibili, perché sono loro ad entrare nel mondo, a farsi accogliere, a chiedere interazione e non viceversa, attraverso la compartecipazione creativa di giovani professionisti, di possibili lettori e di volontari di quartiere che fanno vivere la loro biblioteca portable.
Ci sono, ora, già 10 esemplari distribuiti a Berlino, alcuni fissi altri mobili, posizionati in punti di accesso ad alta frequenza e in alcuni quartieri più degradati e difficili, perché la creatività e la cultura possono migliorare la qualità della vita senza grandi rivoluzioni.
Le cabine vengono risistemate, dotate di piccoli pannelli solari per l’illuminazione, decorate come vere e proprie opere d’arte contemporanee e arredate con piccoli scaffali dove lasciare, prendere, leggere i libri.
"Chi mette i libri?"
Da buoni italiani, per cominciare prima ci chiediamo come non siano già andate distrutte e/o portate vie e/o depredate e poi "si, ma chi paga? Chi le gestisce? Chi…"
Popolo maestro nel crearsi auto difficoltà il nostro, i tedeschi, molto più pragmatici, hanno coinvolto non solo le aziende, che si sono impegnate a donare i libri, come i pannelli solari, ma le comunità di bookcrosser locali, che hanno trasformao in poco tempo le cabine in vere biblioteche piene di vita.
Si legge ma si lascia libri da leggere, si scambiano libri e si ripongono nello scaffale, magari in altra zona, si fa circolare la cultura gratuitamente, ovunque, in piena libertà.
Avevate chiesto anche chi vigila, vero? Ci sono “manager” volontari di zona che si occupano della gestione della cabina e sono coadiuvati dal quartiere, dalle istituzioni e dai bookcrosser.
Un successo che si basa sulla compartecipazione, sul riciclo, sulla creatività e soprattutto sulla cultura per dare in concreto, seppure con un piccolo contributo, una ricaduta eco sostenibile interattiva nel contesto sociale locale.
Le librerie pubbliche in cabina si trovano, oltre che a Berlino, a Bonn, Hannover e Colonia (qui il progetto è curato da Michel Aubermann).
Ovviamente non esistono problemi diretti di concorrenza, né polemiche con biblioteche tradizionali, né con i canali di vendita e distribuzione commerciali, perché non avrebbero senso, tranne fossimo in Italia.
Segnaliamo che ci sono anche altre versioni, di cui una a nicchie incastonate direttamente nei fusti degli alberi, questa, direi, evitabile, perché non è certo molto sostenibile per il povero albero… ma nulla è totalmente perfetto.
La libertà di una scoperta casuale, di godersi un libro ovunque, di riportarlo e magari immetterne altri in circolazione è un piacere straordinario, chissà mai se pure noi saremo, prima o poi, così banalmente evoluti?
“That’s all folks”, movie&cartoon under the Mole
Il Museo Nazionale del Cinema ospita sino al 27 maggio 2012 la mostra Bugs, Daffy, Silvestro & Co. I cartoni animati della Warner Bros: un viaggio nell’artigianato ad alta specializzazione che ha dato origine a tutti i protagonisti della Warner, eroi di “carta” di fama mondiale.

In questo maggio che pare novembre, con il cielo plumbeo e lo scroscio continuo di pioggia fredda, rifugiarsi nel caldo tepore ovattato a luci soffuse del Museo Nazionale del Cinema di Torino è l’ideale.
Chissà come mai l’organizzazione degli ingressi, nei musei italiani, è sempre un terno al lotto di gran fortuna.
Qui, regna, fra ombrelli ed impermeabili, un bel disordine fra due code distinte (averne una unica sarebbe stato troppo semplice?) di cui ti accorgi solo avanzando entro i cordoli rossi e, verso la fine, la meta, scopri, con disappunto, un cartello nella fila opposta “ingresso solo museo” e ti chiedi “ma?!”, soprattutto sapendo che la biglietteria raccorda tutti nella stessa direzione d’entrata. Fortunatamente, all’interno, scopri che è tutto relativo. Magie del cinema…
Ritornando a noi, rieccoci dentro la Mole, un’imponente cupola color crema ci accoglie, tagliata in due dalle corde che, instancabili, lanciano l’ascensore in vetro dentro la lanterna, verso il cielo per godersi il panorama della città, che io ho sempre trovato in veste nebulosa e piovosa, sarà un segno divino?
D’altronde, già è stato sfatato il detto “che se sali sulla Mole da laureando non vedrai mai la laurea”, non posso certo chiedere oltre.
Fatto il giro di rito sul “terrazzino” più esclusivo della città è ora di immergersi nel buio della sala, godendosi ancora una volta la visuale a volo d’uccello sull’interno. Dentro l’ascensore panoramico ci sente i protagonisti di un film di fantascienza anni ’60, stile Star Trek.
Due parole sulla Mole Antonelliana
Prima di parlare del museo è bene raccontare in due parole la storia, possiamo dire piuttosto travagliata, del simbolo, o di uno dei più significativi simboli, della città di Torino*.
L’aggettivo svela il nome del suo costruttore, il novarese Alessandro Antonelli**, che venne incaricato dalla comunità ebraica di Torino, nel 1862, di costruire un’imponente sinagoga, che non venne finita perché la comunità giudaica torinese si rese conto di non poter finanziare un’impresa architettonica così ardita.
Il comune di Torino l’acquistò, poco tempo dopo, per terminarla e dedicarla al re, Vittorio Emanuele II.
Antonelli decise, per farne opera degna di un sovrano, di modificare il progetto originale, alzando la metratura sino a raggiungere i 167 metri d’altezza.
L’edificio fu terminato nel 1889.
L’altezza, i materiali e la struttura architettonica della Mole sono le concause di una serie di problemi strutturali che hanno, sin dalle fasi di ultimazione, costretto ingegneri e architetti a cercare soluzioni di consolidamento per rinforzare l’edificio e renderlo più elastico.
Come se ciò non bastasse le forze della natura l’hanno messa a dura prova, ma la sua stella brilla ancora oggi, in tutta la sua greve imponenza, in fondo, un po’ riflette il carattere dei piemontesi.

Museo e mostra fusi nel chiaroscuro
Il Museo del Cinema accoglie le mostre attraverso una fusione che le rende parte integrante del percorso museale, un continuum omogeneo con il contesto ospitante.
Premetto che non sono un’amante del cinema, né conosco a fondo l’argomento, per me il MNC è essenzialmente: lanterne magiche, le adoro; le vecchie macchine fotografiche; i film muti; la meravigliosa Cabiria, che ti attende dietro il simulacro dorato; le fotografie in bianco e nero di dive e divi d’altri tempi. Il fascino e la magia di un mondo perduto, l’allure di donne e di uomini irresistibili e misteriosi, così difficili da trovare nel liquame contemporaneo.

“Ah, già” ho scordato il letto rosso a cortine dedicato ai baci del cinema; io mi ricordavo immagini in bianco e nero e passione alla Casablanca, quegli amori d’altri tempi di cui siamo ancora tutti alla ricerca, aspettando Godot, e mi ritrovo Ultimo tango a Parigi, che d’amore “a ben poco”.
Nulla a ridire sul film, con buona probabilità l’abbiamo visto tutti, ma, siccome, la mostra è di richiamo soprattutto per i fanciulli (infatti, il pubblico under 10 era assai numeroso), che nel lettone si buttano a pesce, sarebbe, forse, stato meglio scegliere sequenze di baci in bianco e nero, meno dirette e più adatte. Non è per morale, probabilmente per questioni anagrafiche della sottoscritta, ma il sogno va bene a tutte l’età, per la concretezza materiale c’è sempre tempo, in un altro momento.
Poi, volete mettere: Ingrid Bergman e Humphrey Bogart sono insuperabili (lo so, direte “due pirla al cubo” perché scelgono la fuga alla complessità dell’incognita futuro, però, chi non avrebbe voluto girare questa scena…).
Evitando di perdermi sotto i fuochi nemici riprendo il filo, dunque, l’ampia sala al pianterreno è il fulcro, “il tempio”, da cui si entra e si esce dall’ambulacro circolare interno, dove sono racchiusi mini ambienti a soggetto, che nascondono stanze tematiche con curiosità e proiezioni tutte da assaporare.
Da qui si ha il primo incontro con la mostra di Schneider***, una porta gialla con la sagoma di Wile E. Coyote all’inseguimento di Road Runner, alias Beep Beep, imprendibile pennuto chiodo fisso del più iellato protagonista dei cartoon in senso assoluto, come non parteggiare per lui?
Poi salendo in un percorso circolare, come a seguire il filo narrativo di una colonna coclide in ascesa: locandine, manifesti, materiali pubblicitari, disegni, schizzi, cels**** di tutti i personaggi creati dalle immaginifiche menti dei professionisti della Warner Bros, entro un arco di tempo ristretto, dagli anni ’30 sino alla fine degli anni ’60.
Parlare di Wile E. Coyote, Bugs Bunny, Titti&Silvestro, Speedy Gonzales, Duffy Duck and co. è superfluo, li conosciamo proprio tutti, però, non così da vicino.
I disegni sono straordinarie opere d’arte. La maestria della mano del disegnatore e le linee nette frammiste a tratti lievi, leggeri, quasi impercettibili, in colori più accesi, per creare il movimento veloce in un disegno statico a matita sono fantastiche.
Personaggi nudi, nella loro essenza grafica, arricchiti da tocchi di colore per evidenziare un focus, si alternano alle locandine e ai manifesti, dove fanno bella mostra di sé nella loro veste pubblica.
Non storie, ma protagonisti dietro le quinte.
Quando guardavamo, o guardiamo ancora i cartoni, storie brevi di immagini animate, non ci soffermiamo mai sul lavoro di realizzazione e sulla straordinaria bravura di artisti d’altri tempi, dotati di un saper fare e di una manualità che è dono, oltre la comodità degli strumenti informatici, che molto appiattiscono l’eccellenza del genio.
Mi sono persa a lungo seguendo i tratti a matita di questi disegni, uno, poi, in particolare, mi ha incuriosito, una chicca, la rappresentazione dei protagonisti del secondo conflitto mondiale nella veste di pennuti razzolanti con la colombelle della pace, un sarcasmo tutto da gustare*****.
La bellezza di questi disegni vale una visita, come il Museo, cucito addosso al pubblico più giovane, che è libero di muoversi, di toccare, di sentirsi protagonista della scena di un film, vivendo le ambientazioni dei set ricostruiti (ad esempio il caffè chantant, la navicella spaziale degli alieni, il salotto della nonna, la scrivania del regista…).
Naturalmente questo è un tempio per gli amanti del cinema, lo so, perdonatemi, dunque, cinefili appassionati se io mi perdo dietro la staticità di una fotografia o rimango estatica davanti allo spettacolo di una lanterna magica ma sono archeologicamente arcaica, seppure, anche io, ho i miei cult movie a cui non posso rinunciare, magari un po’ datati…, ma è peccato veniale.

“Bugs, Daffy, Silvestro & Co. I cartoni animati della Warner Bros”
a cura di Steve Schneider
23 febbraio - 27 maggio 2012
Museo Nazionale del Cinema
Mole Antonelliana
Via Montebello 20
Torino
011/8138560/561
www.museonazionaledelcinema.it
*www.museonazionaledelcinema.it/mole.php, http://www.comune.torino.it/canaleturismo/it/curiosare/mole.htm e http://it.wikipedia.org/wiki/Mole_Antonelliana
**http://www.comune.maggiora.no.it/luogo/antonelli.aspx
***http://www.moma.org/docs/press_archives/6201/releases/MOMA_1985_0055_55.pdf?2010
http://www.museonazionaledelcinema.it/closeup.php?id=422
http://www.museonazionaledelcinema.org/pdf/comunicati/Cartella_stampa_COMPLETA_Warner.pdf . La mostra è formata da pezzi provenienti dalla collezione privata di Steve Schneider, già esposta al MoMa di New York, arricchita e completata da 48 pezzi in tema, manifesti e materiali pubblicitari, di proprietà del Museo Nazionale del Cinema di Torino
****Per chi non lo sapesse, fogli di acetato, lucidi
https://www.facebook.com/pages/museo-nazionale-del-cinema-di-torino/47706442706
*****Model Sheet by John Carey, The Ducktators, by Norm McCabe,1942. Hitler, Mussolini e Tojo
Intervista a Cosimo Lupo, Editore
Casa Editrice
Cosimo Lupo, editore
http://www.lupoeditore.it/lupo/catalogo/pgxso-browse/ctx-8.html

Dite presentandovi “Il libro diventa per noi non un prodotto finale, ma l'oggetto che inizia un cammino, un viaggio verso la narrazione di una nuova storia.”, cos’è oggi il libro nel contemporaneo? E quale sarà il suo futuro?
«Siamo convinti che il libro rimanga a tutti gli effetti l’invenzione più importante per l’umanità.
Il libro, da secoli, e da quel famoso laboratorio di Gutenberg, non cambia mai.
Cambiano sicuramente i generi e i gusti, ma il mezzo rimane incredibilmente lo stesso.
Riteniamo che questa sia la magia dei libri.
Nell’epoca dei sistemi operativi, il libro non cambia il suo codice e crea, così, un ponte tra le generazioni.
Noi siamo convinti che il libro di carta non passerà mai di moda».
Condivido appieno questa vostra affermazione.
La vostra è una casa editrice che ha un lungo cammino alle spalle e nasce al Sud, definito per “cronaca” territorio problematico, invece, a me pare, oggi, sia il centro di un vivace fermento culturale, attivo e propositivo; qual è il vostro punto di vista in merito, attraverso la vostra personale storia aziendale?
«Sì, la nostra casa editrice nasce al Sud ed opera principalmente qui. Siamo convinti che il nostro territorio sia “una spugna”, aperto a tutti gli stimoli che arrivano da più parti d’Italia e dal mondo.
C’è molto fermento culturale e gente che è pronta a fare, a mettersi in gioco, a non lasciare la propria terra e a provare a cambiare qualcosa qui.
Nella nostra casa editrice accogliamo tante idee diverse, quasi tutte proposte di giovani del territorio, e ci piace essere parte attiva, sempre».
Oggi, sembra, che le professionalità perdano la loro identità peculiare a causa dell’evoluzione contemporanea verso “il tutti fanno tutto”, in realtà non è così, ogni mestiere è arte e ha il suo know how specifico. Cosa significa essere un editore nel XXI secolo?
«Essere un editore significa oggi districarsi tra mille difficoltà e in una realtà non facile.
Gli indici di lettura sono tra i più bassi di tutta Europa. Questo è preoccupante soprattutto per un paese come il nostro, ritenuto fiore all’occhiello della cultura europea.
Inoltre, il nostro governo non aiuta la piccola editoria e c’è grande preponderanza delle grandi case editrici.
Essere un editore oggi, però, significa anche continuare a dare forma ai sogni e alle parole ed è questo che ci spinge ad andare avanti».
Nel liquido contemporaneo scrivere è diventato quasi un bisogno primario, molti si cimentano nella scrittura e sono in cerca di editore, ma non tutti sono prodotti pubblicabili, quali sono gli elementi che vi fanno “scattare la molla” per trasformare un manoscritto in libro edito?
«Le belle storie e gli autori interessanti.
Questo è quello che ci stimola alla pubblicazione.
Non ci sono segreti e regole.
Noi leggiamo sempre i manoscritti che ci arrivano in casa editrice e le belle storie le pubblichiamo sempre».
In Italia la collaborazione è, spesso, difficile da realizzare oltre l’intenzione sulla carta, voi l’avete fatto con Gli Occhi di Mia Figlia di Vittoria Coppola, co editandolo con Edizioni Anordest, e avete ottenuto un grande risultato: il libro è stato premiato da Billy il Vizio di Leggere come “Libro dell’anno 2011”. Com’è nata quest’idea e qual è il bilancio di questa vostra interessante scelta editoriale?
«Gli occhi di mia figlia è stato pubblicato prima dalla nostra casa editrice. Grazie ad internet, è stato notato e letto da moltissimi lettori in tutta Italia, fino ad essere giudicato il miglior libro dell’anno.
La collaborazione con Edizioni Anordest nasce successivamente poiché ci serviva poter diffondere il libro in maniera più capillare e, la casa editrice settentrionale, ha sposato completamente la nostra causa».
La comunicazione e la promozione pubblicitaria stanno cambiando, orientandosi verso un rapporto più diretto con i consumatori, sempre più coinvolti e attivi sul Web, sui social network e sui nuovi supporti di lettura: strumenti imprescindibili ma che, se non sono usati nel modo corretto, possono diventare un’arma a doppio taglio.
Quanto per voi il Web e i suoi strumenti sono importanti per far conoscere i vostri prodotti e in che modo vanno utilizzati per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo?
«Per noi internet e i social network sono sicuramente amici, utili e positivi mezzi per far conoscere il nostro lavoro, la nostra attività e tutto quello che stiamo promuovendo».
Voi avete un catalogo molto vasto, che attraversa i gusti dei lettori in trasversale, a me hanno molto incuriosito InBox, cito “…sperimentazioni di scrittura e vocazioni nuove e insolite. Differenziandosi da ogni altra scatola.”e Mini, "libri da tasca", un concetto che mi ha notevolmente attratto. Volete raccontarci che tipo di letture si trovano in queste due collane?
«Come scritto anche su internet, InBox è una scatola dove all’interno è possibile trovare scrittori emergenti e scritture nuove, di qualità. C’è anche tanta voglia di sperimentare.
La collana, diretta da Antonio Miccoli, vede l’uscita adesso di tre romanzi nuovi: Tre noci moscate nella dote della sposa di Simona Cleopazzo, Tutto a posto tranne me di Cosimo Lopalco e Colpo d’oppio di Ugo Sette. I tre romanzi sono uno diverso dall’altro ma le storie potranno catturare tutti per la loro originalità e bellezza.
Mentre in Mini ci sono più che altro racconti e sono libri che, per il loro formato, è possibile mettere in tasca e portarli con sé quando si ha voglia di abbandonarsi alla lettura».
Lupo Editore ha anche una collana, In Fabula, dedicata all’infanzia, cosa interessa i piccoli lettori di oggi? E è quanto importante l’apparato illustrativo nei libri per bambini?
«In Fabula è una collana per i più piccoli, per l’infanzia, ma anche per i grandi.
I piccoli lettori sono i più esigenti ed è importante educarli subito alla buona lettura e alle belle storie. L’apparato grafico e le illustrazioni sono fondamentali e oggi ci sono tantissimi bravi giovani artisti che si dedicano alle illustrazioni per l’infanzia e per i ragazzi.
Noi cerchiamo di collaborare con molti artisti per dargli anche una vetrina importante».
La crisi ha investito tutti i settori, compreso l’editoria, quali sono, secondo voi, gli interventi che si dovrebbero intraprendere per dare slancio all’economia editoriale in Italia?
«Sostenere le piccole case editrici indipendenti».
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Roma Creative Contest 2012 in Bandi di Concorso
Titolo bando Roma Creative Contest 2012
Scadenza 15 luglio 2012
Oggetto Concorso nazionale ed internazionale di Cortometraggi indipendenti, corti d'animazione e Mockumentaries
Tipologia di concorso Cortometraggio
Sezi | A tutto volume 2012 in Mostre, Festival, Installazioni e Eventi
Titolo evento A tutto volume 2012
Data evento 24 -27 maggio 2012
Luogo evento Ragusa
Descrizione Libri in festa a Ragusa
Programma completo
http://www.atuttovolume.org/component/content/article/71-giovedi-2012
Conta | Dialoghi sull'uomo 2012 in Mostre, Festival, Installazioni e Eventi
Titolo evento Dialoghi sull'uomo 2012
Data evento 25 - 27 maggio 2012
Luogo evento Pistoia
Descrizione Tema dell'edizione "Dono, dunque siamo. Donare, scambiare, condividere per una società più equa.", incontri, even |
Concorso Nazionale di Illustrazione Fiabe nelle Cave 2012 in Bandi di Concorso
Titolo bando Concorso Nazionale di Illustrazione Fiabe nelle Cave 2012
Scadenza 25 maggio 2012
Oggetto Concorso per illustratori
Tipologia di concorso Illustratori italiani o stranieri
età da 18 anni
tecnica l | Concorso Teatrale Nazionale Fiabe nelle Cave 2012 in Bandi di Concorso
Titolo bando Concorso Teatrale Nazionale Fiabe nelle Cave 2012
Scadenza 08 giugno 2012
Oggetto Teatro per bambini
Tipologia di concorso Concorso per attori, registi, autori emergenti e professionisti
scuole di teat | La Notte dei Musei 2012 in Mostre, Festival, Installazioni e Eventi
Titolo evento La Notte dei Musei 2012
Data evento 19 maggio 2012
Luogo evento Tutta Italia
Descrizione Aperture gratuite nelle aperture straordinarie serali e notturne (dalle ore 19.00 alle ore 02.00)
Programma eventi |
DanzaSì 2012 in Bandi di Concorso
Titolo bando DanzaSì 2012
Scadenza 28 agosto 2012
Oggetto Concorso internazionale di danza "non solo jazz" 2012
Tipologia di concorso Concorso per Solisti e gruppi (minimo 2 partecipanti)
under (05 - 14 anni)
over d | Notorius 2012 in Bandi di Concorso
Titolo bando Notorius 2012
Scadenza 22 maggio 2012
Oggetto cortometraggi di studenti italiani di tutta Italia
Tipologia di concorso Cortometraggio
Sezioni
Documentari
Fiction
Istituti universitari
Studenti univer | Miglior Soggetto per cortometraggio in Bandi di Concorso
Titolo bando Miglior Soggetto per cortometraggio
Scadenza 25 maggio 2012
Oggetto Soggetto per cortometraggio "Cinema per le donne con … amore"
Racconti sulle donne – per una migliore qualità della vita
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